Quando il mal di testa si accompagna a dolore e rigidità del collo, viene spontaneo attribuire tutto alla “cervicale”. Il fastidio può cominciare dalla nuca e farsi sentire anche alla testa, oppure comparire in entrambe le zone nello stesso momento.
Il collo può essere coinvolto senza essere la causa del mal di testa. Nell’emicrania, per esempio, il dolore cervicale può far parte dell’attacco. In altre persone coesiste un problema del collo, da affrontare insieme alla cefalea, che è il termine medico per indicare il mal di testa.
Perché possono fare male sia la testa sia il collo
Il dolore al collo accompagna l’emicrania molto spesso. Negli studi condotti negli ambulatori specialistici compare in circa tre quarti delle persone con emicrania, contro poco meno di un quarto di chi non soffre di mal di testa.
Dalla testa e dalla parte alta del collo arrivano al sistema nervoso segnali nocicettivi, cioè informazioni su stimoli potenzialmente dannosi per i tessuti. Questi segnali non sono dolore: il dolore è un’esperienza che emerge dall’elaborazione del sistema nervoso. Alcuni di questi segnali, trasmessi dal nervo trigemino per la testa e dai nervi cervicali per il collo, raggiungono le stesse cellule nervose, in una regione chiamata complesso trigemino-cervicale.
Questo punto di arrivo comune può contribuire a spiegare perché il dolore venga percepito in una zona diversa da quella da cui provengono i segnali: nel collo quando i segnali provengono dalla testa, oppure nella testa quando provengono dal collo.
Una domanda simile riguarda la sequenza temporale. Quando la rigidità del collo compare prima del mal di testa, può già appartenere alla fase iniziale dell’attacco. Il momento in cui compare, da solo, non basta a stabilirlo, e un dolore che ne precede un altro non ne è necessariamente la causa.
Se il dolore al collo può comparire in mal di testa di natura diversa, allora non è quello a dire di quale si tratti. Per questo il primo passo è capire di che cefalea si parla.
Emicrania, cefalea tensiva e cefalea cervicogenica sono diverse
L’ICHD-3, la classificazione internazionale delle cefalee, distingue forme diverse di mal di testa, che possono anche essere presenti nella stessa persona.
Le caratteristiche descritte qui aiutano a comprendere i termini usati durante una visita. La diagnosi del tipo di cefalea spetta al medico, che considera la storia dei sintomi e valuta se servono approfondimenti.
Emicrania
L’emicrania è una malattia neurologica che si manifesta con attacchi ricorrenti. Il dolore può essere pulsante, come un battito, e abbastanza intenso da interrompere le attività. Spesso interessa un lato della testa, ma può interessare entrambi i lati. Camminare o salire le scale può peggiorarlo; possono comparire nausea e fastidio per luce e rumori.
Negli adulti, il mal di testa può durare da quattro ore a tre giorni se non viene trattato o se il trattamento non funziona. Il dolore al collo può accompagnarlo: la sua presenza non trasforma l’emicrania in un mal di testa di origine cervicale.
Cefalea di tipo tensivo
La cefalea di tipo tensivo viene spesso descritta come una pressione o una fascia che stringe la testa. Il dolore è in genere su entrambi i lati, di intensità lieve o moderata, e solitamente non peggiora camminando o salendo le scale.
Il nome può far pensare che dipenda soltanto da muscoli contratti o stress. I meccanismi sono più complessi: possono contribuire la sensibilità dei muscoli attorno alla testa e il modo in cui il sistema nervoso elabora i segnali provenienti dai tessuti. Anche questa cefalea, soprattutto quando è frequente, può pesare sulla vita quotidiana.
Cefalea cervicogenica
Nella cefalea cervicogenica, invece, il mal di testa è causato da un disturbo delle strutture del collo. Il dolore può partire dalla nuca e arrivare verso la fronte, spesso dallo stesso lato. Alcuni movimenti del collo possono farlo aumentare.
Queste caratteristiche, da sole, non bastano a riconoscerla: possono comparire anche in altre cefalee. Per attribuire il mal di testa al collo occorrono elementi clinici che dimostrino il legame.
Neppure un referto che segnala artrosi o altre alterazioni cervicali è sufficiente. Alcune di queste alterazioni si trovano anche in persone senza mal di testa e vanno interpretate dal medico insieme ai sintomi.
Anche la mandibola può avere un ruolo
Alcuni disturbi dell’articolazione della mandibola e dei muscoli usati per masticare possono associarsi a dolore alle tempie. Il fastidio può aumentare durante la masticazione o quando si serrano i denti. Questo non significa che ogni dolore alle tempie dipenda dalla mandibola, né che il bruxismo spieghi automaticamente un’emicrania.
Se insieme al mal di testa c’è dolore quando apri la bocca o mastichi, riferiscilo durante la valutazione. Può essere utile un confronto con l’odontoiatra, oltre all’inquadramento medico della cefalea.
Quando un disturbo temporomandibolare provoca dolore persistente, da almeno tre mesi, le linee guida includono tra gli interventi raccomandati gli esercizi guidati per la mandibola e alcune tecniche di mobilizzazione. Sono indicazioni per quel problema: non dimostrano che trattare la mandibola curi l’emicrania.
Il ruolo dei farmaci quando il mal di testa è frequente
Chi ha spesso mal di testa tende a prendere spesso antidolorifici. Quando l’assunzione diventa regolare e si prolunga, può contribuire a mantenere il mal di testa invece di ridurlo. La classificazione internazionale chiama questa condizione cefalea da uso eccessivo di farmaci.
Riguarda chi ha già una cefalea e arriva ad avere mal di testa per quindici giorni al mese o più, assumendo in modo regolare per oltre tre mesi farmaci destinati al singolo attacco. La frequenza di assunzione che rientra nella definizione cambia secondo il farmaco, dieci oppure quindici giorni al mese, ed è il medico a stabilire quale si applica. Sono criteri usati per la diagnosi, insieme al resto della storia clinica, e non indicano una frequenza al di sotto della quale l’assunzione sia comunque sicura.
Nella maggior parte dei casi la situazione migliora quando l’uso eccessivo viene interrotto, ma la decisione spetta al medico. Sospendere da soli un farmaco assunto da mesi può peggiorare i sintomi nei giorni successivi e richiede un piano concordato. Se ti riconosci in questa frequenza, portala alla visita prima di cambiare qualcosa.
Che cosa può fare la fisioterapia
La fisioterapia entra nel percorso quando esiste un problema di movimento o di dolore del collo e della mandibola su cui è indicato intervenire. La valutazione cerca elementi concreti in questa direzione: se il dolore cervicale rimane anche nei giorni senza mal di testa, se alcuni movimenti del collo lo riproducono in modo riconoscibile, se compare dolore aprendo la bocca o masticando, se il collo si muove meno di quanto dovrebbe. Viene considerato anche quanto questi disturbi limitano attività precise, come girare la testa mentre guidi o lavorare al computer.
Nella cefalea cervicogenica, gli studi indicano possibili benefici degli esercizi e della terapia manuale sull’intensità e sulla frequenza del mal di testa, soprattutto nel breve periodo. La certezza delle prove resta però spesso bassa: i risultati non permettono di promettere lo stesso miglioramento a ogni persona.
Nell’emicrania, invece, le prove sui trattamenti rivolti al collo sono ancora limitate. Trattare un problema cervicale presente insieme all’emicrania può avere un obiettivo proprio, ma non equivale a trattare l’intera malattia.
Il percorso può comprendere esercizi scelti in base alle difficoltà rilevate, con un impegno che viene adattato alla risposta della persona. La terapia manuale, quando indicata, può affiancarli. Si verifica nel tempo se cambiano il dolore e le attività che prima erano difficili, per decidere se proseguire o modificare il programma.
Quando parlarne con il medico
Se il mal di testa si ripete e non è mai stato valutato, oppure cambia rispetto al solito, parlane con il medico. Può essere utile annotare quando compare e quanto dura, insieme agli altri sintomi e ai farmaci assunti, con il numero di giorni in cui li prendi. Segnala anche se il dolore al collo rimane nei giorni senza mal di testa. Queste informazioni aiutano a ricostruire ciò che succede, senza dover ricordare ogni episodio durante la visita.
Un mal di testa improvviso che raggiunge la massima intensità in pochi minuti richiede assistenza urgente. Lo stesso vale se compaiono nuove difficoltà a parlare o debolezza a un lato del corpo, oppure mal di testa con febbre e forte rigidità del collo. In questi casi chiama il 112.
Il percorso in AT Care Studio
In
AT Care Studio, Anna Trevisan si occupa della valutazione e del trattamento fisioterapico del collo e del distretto craniomandibolare, cioè dell’area che comprende la mandibola e le strutture coinvolte nei suoi movimenti.
Il lavoro parte dalle difficoltà che incontri nella giornata e tiene conto dell’inquadramento medico della cefalea. Gli obiettivi vengono concordati con te e rivalutati durante il percorso. Se emergono aspetti che richiedono competenze mediche o odontoiatriche, ti viene indicata la necessità di un approfondimento.
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